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Nutrizione Sportiva There are 135 products.

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  • Acidi Grassi

    Acidi Grassi

    Con la dicitura omega 3 ( w-3 ) si indentificano una serie di acidi grassi essenziali per l'organismo umano in quanto non sintetizzabili a livello endogeno a partire da precursori. Questi acidi grassi esercitano un gran numero di ruoli biologici ,essendo presenti a livello delle membrane cellullari  ed essendo utilizzati dall'organismo come precursori per la sintesi  di importantissimi mediatori biochimici che intervengono in molti processi di regolazione ( ad esempio il processo infiammatorio ) : gli eicosanoidi.

    Il nome omega 3 è dovuto alla nomenclatura utilizzata dai chimici organici e dai biologici per classificare gli acidi grassi,che prevede di contare i doppi legami iniziando dal carbonio terminale.

    L'organismo umano è in grado di sintetizzare piccolissime quantità di EPA e DHA a partire dall'ALA,il principale problema è rappresentato dal fatto che gli enzimi implicati possono in alcuni oggetti costituire una forte limitazione ai processi sintetici,inoltre aumentando l'assunzione di ALA non è possibile stimolare la produzione di questi due acidi grassi oltre le fisiologiche capacità. L'assunzione mediante alimentazione o integrazione alimentare diviene perciò necessaria. 

    L'opinione relativa all'utilità degli acidi grassi omega 3 nella prevenzione delle patologie cardiovascolari rimane piuttosto controversa,in quanto,in seguito a iniziali dati incoraggianti,diversi autori hanno riportato l'assenza di efficacia in studi successivi; rimane comunque da considerare il potenziale di queste molecole nella modulazione dei fenomeni infiammatori,fattore base di numerose potenziali applicazioni sia in caso di patologia che in prevenzione.

    In commercio sono disponibili diversi supplementi di acidi grassi omega 3 sia di origine vegetale che di originale animale.

    Diverse formulazioni associano acidi grassi omega 3 a omega 6,anche se la cosa non ha particolare senso considerando che lo squilibrio tra le due categorie è alla base di diversi problemi di regolazione con omega 9.

    Recentemente alcuni autori hanno correlato l'assunzione di acidi grassi omega 3 all'aumento di marker ematochimici caratteristici di alcune forme tumorali. L'opinione della comunità scientifica in merito è piuttosto disomogenea,in quanto le valutazioni sono state eseguite su campioni ematochimici conservati per un tempo  piuttosto lungo.

    L' omega3 colesterolo ,infatti si ha una riduzione di quest ultimo .

    EPA  

    L'acido eicosapentenoico (EPA) è un costituente essenziale degli oli di pesce,dei crostacei e di alcune alghe appartenente alla serie omega 3.

    La sua struttura è formata da 20 atomi di carbonio e possiede 5 doppi legami. 

    Fisiologicamente viene utilizzato come un precursore di numerose molecole essenziali a diversi processi appartenenti alla categoria degli eicosanoidi di regolazione.

    Queste molecole mostrano nel complesso proprietà anticoaugulanti,antitrombotiche e antiaterogene,infatti l'EPA viene generalmente proposta per gli effetti :

    - Antitrombotici

    -Anticoaugulanti

    -Antiaterogeni

    -Antinfiammatori

    -Immnomodulatori

    -Ipolipemizzanti

    Nell'esercitare molti di questi effetti le molecole sintetizzate a partire dall'EPA mostrano un'attività antagonista a tutta una serie di eicosanoidi,che complessivamente esercitano un effetto opposto sintetizzate a partire dall'acido arachidonico.

    L'azione ipotrigliceridemizzante si manifesta grazie alla stimolazione dell'ossidazione lipidica che avviene a livello mitocondriale.

    Alcuni autori riportano che la supplementazione di EPA possa avere effetti positivi nel rallentare la progressione della nefropatia.

    Cautela nell'utilizzo va manifestata da soggetti in terapia anticoagulante orale con warfarin o derivati,in quanto esiste la possibilità di sinergia tra gli effetti anticoagulanti del farmaco e dell'EPA. Potenziali interazioni sono state segnalate anche con farmaci quali FANS ( per esempio aspirina) o fitoterapici quali derivati da ginko biloba o da alium saivium. Anche i soggetti affetti da emofilia dovrebbero manifestare le stesse cautele dei soggetti in terapia anticoagulante orale. L'assunzione andrebbe sospesa anche in previsione e nell'immediata degenza post intervento chirurgico. In soggetti sani persino alti dosaggi quali 15000 mg / die non hanno manifestato particolari effetti collaterali,anche se sono stati riferiti sporadici fastidi quali disturbi gastrointestinali,nausea,diarrea,eruttazioni e alito con retrogusto di pesce; alcune di queste problematiche che impedicono il rilascio in ambiente gastrico; la tolleranza gastrointestinale migliora molto se l'EPA viene assunto contestualmente ai pasti,fattore che,vista la natura della molecola,non influenza negativamente il fattore biodisponibilità. 

    Generalmente i dosaggi utilizzati implicano un rapporto di 1,5 con il DHA,ma in commercio sono reperibili anche associazioni con rapporti superiori. Rimane auspicabile che gestanti,nutrirci e soggetti pediatrici utilizzano EPA sotto supervisione medica.

    DHA

    L'acido decosaesaenoico  (DHA) è un costituente essenziale degli oli di pesce,dei crostacei e di alcune alghe appartenente alla serie omgea 3.

    La sua struttura è formata da 22 atomi di carbonio e possiede 6 doppi legami. Nell'organismo umano rappresenta un costituente essenziale delle membrane cellulari,con particolare riferimento alla composizione delle membrane del tessuto retinico e cerebrale.

    Dati presenti in letteratura attribuiscono al DHA effetti positivi nelle seguenti applicazioni : 

    -Riduzione della trigliceridemia grazie a una riduzione della lipogenosi dovuta alla sua capacità di azione di azione sui perossisomi.

    - Incremento della frazione HDL delle lipoproteine (anche se non tutti gli autori condividono su questo).

    -Effetti neutropici,riportando effetti positivi su condizioni quali deficit da attenzione,dislessia,stati depressivi,disturbi cognitivi in genere.

    Molto probabilmente questi ruoli sono da associare all'alta presenza di DHA nelle membranedi specie cellulari costituentiil tessuto nervoso. 

    Sono stati riportati effetti positivi anche in quadri molto gravi, quali sindrome cerebro-epato.nervoso.

    Effetti di modulazione sia nei confronti dei processi infiammatori immunitari.

    Cautela nell ' utilizzo in pazienti che assumono  farmaci anticoagulanti .

    CLA

    Con il termine acido linoleico coniugato (CLA) non ci si riferisce a una singola molecola,bensì a una serie di molecole (acidi ottadecadienoici) accomunate da strutture simili. Nel dettaglio sono isomeri dell'acido linoleico caratterizzati da legami coniugati ,ovvero doppi legami separati da un legame singolo. Questo gruppo di molecole si rinviene principalmente in diversi alimenti,tra cui :

    - Carni in genere.

    - Latte.

    -Yogurt 

    -Prodotti lattiero caseari in genere.

    Gli alimenti vegetali ne sono generalmente meno ricchi,anche se l'olio di girasole e quello di cartamo possono essere lavorati mediante processi tecnologici per ottenere un buon quantitativo di CLA.

    Gli esomeri :

    Gli esomeri principalmente studiati e presenti negli integratori alimentari sono però il cis-9,trans-11 CLA (acido c9 , t11-ottadecadienoico) e il trans-10,cis-12 CLA (acido t10,c12-octadecadienoico). Esistono diversi effetti indagati per queste due componenti della categoria dei CLA,tra cui :

    -Attività anticancerosa 

    -Attività antiaterosclerotica 

    -Attività antidiabetica  

    -Attività di modificazione della composizione corporea 

    Il principale limite a queste applicazioni è rappresentato dal fatto che gli studi sono stati effettuati prevalentemente a livello di modelli sperimentali o di modelli animali. I dosaggi solitamente studiati sono compresi tra 1000 e 6000 mg/die , anche se l'intervallo compreso tra 1000 e 2000 mg è quello generalmente più comune. 

    Cautela nell'utilizzo va mostrata da gestanti,nutrici e soggetti pediatrici,in quanto non sono disponibili dati di sicurezza relativi a queste applicazioni,è auspicabile perciò un consiglio medico.

    Acidi Grassi Essenziali,mediatori chimici e processi infiammatori 

    Come accennato nel paragrafo relativo ai lipidi,tra gli acidi grassi esistono delle molecole essenziali,che l'organismo umano cioè non è in grado di sintetizzare : gli acidi grassi appartenenti alle serie w-3 e w-6. E' bene ricordare che la dicitura "w" seguita da un numero definisce la posizione del doppio legame su una molecola insatura rispetto al metile terminale. 

    Nelle due serie è possibile rinvenire :

    - W-3    e  -W-6

    Tali acidi grassi vengono definiti essenziali,in quanto,essendo i mammiferi sprovvisti degli enzimi w-3 desaturarsi,necessari per la sintesi di acido arachidonico e acido decosaesaenoico a partire da molecole di acetil-CoA,vengono utilizzati come precursori grazie all'azione degli enzimi. L'acido arachidonico e l'acido decosaesaenoico sono parte essenziale di numerose funzioni necessarie al mantenimento dell'omeostasi,quali sintesi di eicosanoidi,regolazione dell'espressione genica,pinocitosi e modulazione dei canali ionici. Generalmente il loro coinvolgimento nella sintesi di tracilgliceroli è minimo in quanto vengono preferenzialmente complessati con i fosfolipidi di membrana,partecipando al mantenimento della funzionalità e della fluidità delle membrane biologiche.

    Gli eicosanoidi costituiscono una classe di molecole a 20 atomi di carbonio che comprende postaglandine,prostacicline,trombossani e leucotrieni,molecole che intervengono come mediatori di processi infiammatori,dell'attività piastrinica e del tono vascolare. In linea di massima,gli eicosanoidi sintetizzati dall'acido arachidonico presentano attività protrombotica e proinfiammatoria elevata rispetto a quelli sintetizzati a partire dall'acido decosaesaenoico; considerando che la disponibilità di precursori è direttamente correlata con la sintesi dei composti finali,è evidente come un corretto bilanciamento nell'assunzione degli acidi grassi della serie w-3 e w-6 sia fondamentale al mantenimento di un appropriato equlibrio delle funzioni governate dell'azione degli eicosanoidi,contribuendo al mantenimento dell'omeostasi. Gli acidi grassi della serie w-3 si sono inoltre dimostrati in grado di modulare la secrezione delle VLDL con effetti ipotrigliceridemizzanti. Inoltre,considerando la ridotta attività biologica rispetto a quella della serie w-6 e la competizione che esiste tra la sintesi dei relativi composti,possono essere utilizzati anche con effetti antinfiammatori; questo aspetto è particolarmente importante se considerato alla luce della natura delle sollecitazioni a cui un atleta si sottopone : l'allenamento,ovvero un continuo e programmato stimolo stressogeno in grado di evocare,a recupero avvenuto,tutta quella serie di adattamenti fisiologici necessari alla supercompensazione e quindi all' incremento della prestazione. Come tutti gli stimoli stressogeni, anche l'allenamento è in grado di produrre una riposta infiammatoria più o meno intensa a seconda del carico e della frequenza della sollecitazione; in virtù di questo,il ruolo degli acidi grassi delle serie w-3 diventa particolarmente importante nella mediazione di questi processi. 

    Il rapporto tra acidi grassi essenziali della serie w-3 e w-6 dovrebbe essere mantenuto almeno nell'ordine di 1:3-1:6; questo fattore è particolarmente importante se si considera che nella comune dieta occidentale viene mantenuto mediante un rapporto di 1:20.

    L'assunzione di tali acidi grassi essenziali viene indicata da diversi autori entro un intervallo che varia,a seconda dell'età e della condizione fisiologica.

  • Carboidrati

    Carboidrati

  • Multivit/Miner

    Multivit/Miner

  • Barrette

    Le barrette proteiche sono oggi  un tipo di alimentazione “da strada” molto comune e si potrebbe anche dire anche “trendy”, tanto che si possono comprare barrette proteiche di ogni tipo in una moltitudine di store.

    Occorre, però, fare attenzione se si vuole mangiare una barretta proteica frequentemente sia come momentaneo palliativo alla fame  in un regime alimentare ipocalorico, sia come energizzante durante un’ attività sportiva, che sia una gara, o un qualsiasi esercizio fisico che che impegni energie e risorse energetiche del nostro organismo: le barrette proteiche in commercio molto diverse tra loro e non solamente per qualità, ma anche per l’uso per il quale sono state prodotte.

    Possiamo effettuare una prima distinzione tra le barrette proteiche, quelle ad alto contenuto proteico, quelle energizzanti e quelle specifiche per lo sport.

    Si è soliti porsi molte domande sulle barrette proteiche:

    • le barrette proteiche servono per dimagrire?
    • le barrette proteiche sono dannose per il fegato?
    • le barrette proteiche servono solo agli sportivi?
    • le barrette proteiche hanno controindicazioni?
    • per un consumo frequente di barrette proteiche occorrono indicazioni (magari mediche) o si possono assumere tranquillamente sempre?
    • le barrette proteiche comprate al supermercato hanno le stesse proprietà di quelle acquistate in negozi specializzati o, meglio, in farmacia?
    • Esistono indicazioni scientifiche sulla quantità e la qualità delle barrette proteiche che possono essere consumate in un giorno?
    • Se lo sforzo fisico che compio è molto sostenuto, quante barrette proteiche posso consumare nel giro di qualche ora?

    Le barrette proteiche sono delle merendine che servire ad assicurare il giusto apporto di proteine pro die, indispensabile per la formazione del tessuto muscolare e per il mantenimento della sua tonicità. Le proteine sono chiamate, infatti, i “mattoni del corpo umano” e rivestono un ruolo fondamentale anche nei processi metabolici in tutto l’ organismo.

    La loro popolarità nasce dall’esigenza di consumo proteico da utilizzare velocemente e praticamente, capace di un apporto proteico tale che altrimenti si potrebbe ottenere solo con una grande quantità di cibo insieme, oltretutto, a grassi e zuccheri. Le barrette proteiche, infatti, consentono di assimilare la sufficiente quantità di proteine, senza per questo dover ingerire anche  grassi e carboidrati, pericolosi per la linea,

    E’ però di fondamentale importanza ricordare che le barrette proteiche sono molto diverse le une dalle altre e, soprattutto, non tutte sono SOLO proteiche.

    Le barrette proteiche sono “integratori alimentari”, favoriscono soprattutto gli sportivi che hanno un fabbisogno proteico più elevato della media, e vanno assunte SOLO per far fronte al catabolismo muscolare.

  • Accessori Allenamento

    Accessori Allenamento

  • Alimenti Senza Glutine

    Alimenti Senza Glutine

  • GAINER AUMENTO DI PESO

    GAINER AUMENTO DI PESO

    Integratori indicati per gli atleti più esigenti che hanno l'obiettivo di aumentare il peso (crescita della massa muscolare), essi forniscono infatti un alto apporto calorico in miscela di proteine, carboidrati e grassi, con aggiunta di altri nutrienti e micronutrienti importanti. I weight gainer possono essere assunti in aggiunta al pasto oppure come spuntino per sopperire a mancanze caloriche e per mantenere alti i livelli energetici

  • Aminoacidi

    AMINOACIDI ESSENZIALI-AMINOACIDI RAMIFICATI

    Ci sono diversi tipi Aminoacidi.Partiamo da un punto che la proteina è formata da tanti aminoacidi :

    Viene definita essenziali ogni sostanza che l'organismo umano non è in grado di produrre a partire da precursori .

    Anche nel caso degli aminoacidi, percio',ponendo il suffisso essenziali si identifica una categoria di molecole che deve essere introdotta attraverso l' alimentazione.

    Per comprendere le potenzialita' insite in miscele che contengono in adeguati quantitativi tutti i principali aminoacidi essenziali è importante ricordare il concetto di aminoacido limitante, ovvero quell'aminoacido la cui carenza puo' interrompere la sintesi di una determinata proteina , o la cui assenza è in grado di minare l'equilibrio della molecola neosintetizzata.

    L'assunzione di un adeguato quantitativo corporeo di aminoacidi essenziali,rappresenta,una notevole criticita' onde garantire un'efficiente sintesi proteica.

    Esistono diverse tecnologie utilizzate nella produzione di aminoacidi tra cui :

    Idrolisi con solvente:

    Possono essere utilizzati solventi alcalini che forniscono generalmente aminoacidi,oppure solventi acidi che conducono alla perdita di una parte della carica aminoacidica producendo ammoniaca e sodio.

    Idrolisi enzimatica:

    Si utilizzano enzimi idrolitici che operano una sorta di digestione frammentando le proteine di origine aminoacidi liberi e piccole catene peptidiche .Con questa metodica e' possibile ottenere L-aminoacidi e peptidi in diverse concentrazioni.

    Fermentazione biologica:

    Questa metodica prevede l'utilizzo di specifici microorganismi che a partire da svariati precursori sono in grado di ottenere specifici aminoacidi.In questa maniera e' possibile produrre buoni quantitativi degli aminoacidi desiderati e miscelarli fino all'ottenimento delle proporzioni desiderate.

    Relativamente alle diverse metodiche di lavorazione utilizzate e' possibile ottenere prodotti con un diverso grado di purezza suddivisi sulla base delle relative caratteristiche:

    1 grado:

    Miscele molto  grezze costituite in prevalanza da aminoacidi in formaD,nelle quali si rinviene una notevole contaminazione batterica .

    Vengono solitamente utilizzate in veterinaria o per applicazioni agricole.

    2 grado:

    Miscele maggiormente raffinate rispetto alle precedenti ,dove si rivengono in quantitativi sovrapponibi aminoacidi in forma D e in formaL.Vengono solitamente utilizzate per la realizzazione di prodotti per uso topico e cosmetico.

    3grado:

    Aminoacidi in forma L (quella utilizzata dall'organismo umano). Il 3 grado viene anche definito'grado farmaceutico?Vengono utilizzati nella preparazioni di specialita'nutraceutiche,farmaceuticheo integrative.

    4grado:

    Miscele nella massima purezza disponibile.Vengono utilizzate solitamente per la preparazione di formulazioni iniettabili.

    Le caratteristiche peculiari relative all' assunzione di aminoacidi in forma libera sono principalmente da individuare nella rapidisssima assimilazione e biodisponibilita',infatti non necessitando di processi digestivi possono essere direttamente assorbiti e e immessi nel torrente ematico .Per questo le principali applicazioni sono quelle relative alla fornitura di unrapido stimolo anabolico e al favorimendo di processi di recupero sopratutto nelle fasi di recupero .

    Aminoacidi Ramificati

    Rientrano nella categoria degli Aminoacidi Ramificati (chiamati anche BCAA) la valina , la leucina e l'isoleucina.

    Dal punto di vista quantitativo questi aminoacidi rappresentano le molecole maggiormente presenti a livello del muscolo scheletrico,dove vengono utilizzati sia con finalità eutrofica sia con finalità energetica.

    Per quanto riguarda l'analisi dei processi di lavorazione e le categorie di purezza è possibile fare riferimento a quanto detto nel precedente paragrafo,in quanto di fatto i processi non cambiano.

    Generalmente le formulazioni classiche in commercio prevedono un rapporto 2:1: tra leucina,isoleucina,e valina con rapporti tipo 4:1:1 con la finalità di enfatizzare la componente anabolica dovuta alla leucina (aminoacidi che,come precedentemente illustrato,agisce sia in maniera diretta che in maniera indiretta su mTor,il crocevia biochimico dell'anabolismo).

    Numerosi dati presenti in letteratura riportano come non ci sia un razionale che permetta di proporre l'utilizzo di aminoacidi ramificati con la finalità di aumentare la performance (sia di endurance che intermittente o ad alta intensità) ma,al contrario,con quella di fornire il massimo supporto nei processi di recupero e nel modulare la percezione della fatica con meccanismi in grado di agire anche a livello del sistema nervoso centrale (per esempio intervenendo nella modulazione della serotonina).

    Per quanto rigurada i processi di recupero,è stato evidenziato come gli aminoacidi ramificati (bcaa) siano in grado di implementare il metabolismo proteico sia in corso che dopo l'esercizio,intervenendo nella regolazione della sintesi proteica,in particolare grazie al contributo della leucina.

    I dosaggi solitamente studiati in letteratura scientifica sono differenti a seconda della tipologia di attività fisica svolta.

  • Bibite

    Bibite

  • Benlee Rocky Marciano...

    Benlee Rocky Marciano Boxe

  • Zinco

    Zinco

  • Burro di Mandorle

    Burro di Mandorle

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Nutrizione Sportiva

Per gli atleti, come e più che per gli altri, è importante mantenere un’alimentazione varia che garantisca un apporto adeguato di tutti i nutrienti indispensabili. Essi sono fondamentali per sviluppare una buona muscolatura e uno scheletro robusto, per avere una forma fisica ottimale e l’energia necessaria per affrontare un’attività fisica intensa. Una dieta corretta, inoltre, fornisce all’organismo le molecole utili per svolgere le funzioni fisiologiche, promuove un incremento della massa muscolare, ottimizza il lavoro fisico e reintegra le perdite dovute allo stress fisico e mentale dell’atleta.
Il corretto metabolismo dei macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) e la loro trasformazione in glucosio e glicogeno (riserva di energia immagazzinata nei muscoli) per produrre energia sono passi importantissimi affinché gli sportivi abbiano la “forza” necessaria per portare a termine la loro prestazione e raggiungere i loro obiettivi, sia durante l’allenamento sia in gara. 
Se pratichi sport a livello agonistico, per fare in modo che l’energia sia disponibile nel modo giusto e al momento giusto, è importante prestare attenzione non solo a “cosa”, ma anche a “quando” ti nutri. Quali sono i tempi giusti per mangiare? E cosa bisogna mangiare nelle varie fasi dell’allenamento, dalla preparazione alla gara?


Quando intraprendere una dieta “sportiva”


L’attività sportiva deve essere accompagnata da una dieta particolare solo se la si pratica a livello agonistico. Quindi, se hai intrapreso da poco uno sport, è importante che tu non stravolga la tua dieta, ma che la adatti gradualmente al variare dei bisogni nutrizionali provocati dall’incremento del lavoro muscolare. A seconda dell’intensità e della frequenza dell’allenamento, il fabbisogno calorico aumenterà e quindi dovrai riconsiderare le quantità di cibo da assumere quotidianamente.


La razione alimentare dello sportivo

Non esistono ovviamente alimenti “magici” in grado di preparare l’organismo ad una competizione meglio di altri, né una dieta adatta a diverse categorie di atleti. Ogni atleta, infatti, deve tener conto delle proprie caratteristiche antropometriche, del proprio programma di allenamento e dell’agenda delle proprie gare. 

Per lo sportivo l’alimentazione ha principalmente due scopi: assicurarsi calorie sufficienti a coprire il dispendio energetico durante l’attività fisica e poter mantenere un buon livello di benessere psico-fisico. 
Una dieta è efficace per l’atleta quando è adeguata per apporto calorico e per composizione in nutrienti in base alle diverse fasi dell’allenamento.  A volte la dieta di un atleta può raggiungere anche le 4500-5000 kcal nell’arco della giornata, purché sia composta di alimenti leggeri e digeribili per non interferire con l’allenamento. 
La dieta dello sportivo deve essere variata, deve sempre contenere frutta e verdura (sia fresche sia cotte) per garantire un apporto adeguato di acqua, sali minerali, vitamine e fibre

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