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  • Aminoacidi Ramificati

    Aminoacidi Ramificati

    Rientrano nella categoria degli Aminoacidi Ramificati (chiamati anche BCAA) la valina , la leucina e l'isoleucina.

    Dal punto di vista quantitativo questi aminoacidi rappresentano le molecole maggiormente presenti a livello del muscolo scheletrico,dove vengono utilizzati sia con finalità eutrofica sia con finalità energetica.

    Per quanto riguarda l'analisi dei processi di lavorazione e le categorie di purezza è possibile fare riferimento a quanto detto nel precedente paragrafo,in quanto di fatto i processi non cambiano.

    Generalmente le formulazioni classiche in commercio prevedono un rapporto 2:1: tra leucina,isoleucina,e valina con rapporti tipo 4:1:1 con la finalità di enfatizzare la componente anabolica dovuta alla leucina (aminoacidi che,come precedentemente illustrato,agisce sia in maniera diretta che in maniera indiretta su mTor,il crocevia biochimico dell'anabolismo).

    Numerosi dati presenti in letteratura riportano come non ci sia un razionale che permetta di proporre l'utilizzo di aminoacidi ramificati con la finalità di aumentare la performance (sia di endurance che intermittente o ad alta intensità) ma,al contrario,con quella di fornire il massimo supporto nei processi di recupero e nel modulare la percezione della fatica con meccanismi in grado di agire anche a livello del sistema nervoso centrale (per esempio intervenendo nella modulazione della serotonina).

    Per quanto rigurada i processi di recupero,è stato evidenziato come gli aminoacidi ramificati (bcaa) siano in grado di implementare il metabolismo proteico sia in corso che dopo l'esercizio,intervenendo nella regolazione della sintesi proteica,in particolare grazie al contributo della leucina.

    I dosaggi solitamente studiati in letteratura scientifica sono differenti a seconda della tipologia di attività fisica svolta.

  • Amino Pool

    Amino Pool

    L’insieme degli aminoacidi liberi costituisce il cosidetto pool aminoacidico.

    Amino Pool è un integratore a base di proteine del siero di latte idrolizzate (predigestione enzimatica). Il processo di predigestione (idrolisi) rende velocemente disponibili gli aminoacidi contenuti.

    Amino Pool ha un elevato valore biologico ed un profilo aminoacidico ottimale, particolarmente ricco di aminoacidi ramificati.

    Amino Pool è arricchito con vitamina B6 che presiede a tutti i processi disintesi proteica.

    Amino Pool è formulato per poter ottimizzare l’anabolismo muscolare fornendo al corpo tutti gli aminoacidi
    indispensabili per la crescita.

  • Arginina

    E' un aminoacido carico positivamente dotato di un gruppo laterale basico,che rappresenta un importante crocevia biochimico,

    in particolare per quanto riguarda il metabolismo dell'ossido nitrico e il ciclo dell' urea , si puo' quindi affermare che esercita un ruolo fondamentale nel catabolismo delle scorie azotate .

    A livello fisiologico viene sintetizzato a partire della citrullina ,aminoacidico sintetizzato a sua volta da glutamina,glutammato e prolina ,in particolare a livello degli enterociti.Una volta ottenuta la citrullina ,la sintesi arginina viene effettuata a livello epatico e renale, anche se occorre ricordare che il pool prodotto a livello epatico e'completamente implicato nel ciclo dell' urea e che percio'la produzione renale sostiene autonomamente il bilancio ematico,e,quindi ,gli utilizzi al di fuori del ciclo dell'urea.

    Queste possibilita' di sintesi fanno dell' arginina un amolecola non essenziale una molecola non essenziale ,in quanto ampiamente sintetizzata a livello endogeno.Dal punto di vista fisiologico l'arginina ricopre diversi ruoli di notevole importanza intervenendo in differenti ambiti:

    Ciclo dell' urea

    Sintesi di creatina

    Sintesi di ossido nitrico(NO)

    Scissione idrolitica a ornitina

    Scissione idrolitica a citrullina (processo inverso alla sintesi di arginina)

    Si ritiene che l'arginina possa avere un importante ruolo nella stimolazione della sintesi dell' ormone somatotropo(GH),anche se nel modello umano la comunita 'scentifica no e' al momento concorde relativamente alla significativita' dei dati presenti in letteratura.Un fondamentale ruolo dell' arginina che trova riscontro a livello sperimentale e'invece quello di agire come aminoacido insulinogenico  ovvero di stimolare  la secrezione di insulina da parte del pancreas;nello specifico ,al momento l'arginina e' identificata come il piu forte aminoacido insulinogenico.

    Questa proprieta',se considerata assieme alla capacita' di agire  come precursore nella sintesi dell'ossido nitrico ,renderebbe ragione di notevoli potenzialita' anaboliche ,sia per l'arginina in quanto tale che per eventuali forme utilizzte nell'integrazione alimentare come arginina -keto-glutarato(AkG).Un ulteriore effetto proposto e' quello che attribuisce all' arginina la capacita' di favorire la risintesi di glicogeno,effetto plausibile se si valuta alla luce delle notevoli capacita' insulinogeniche dell'aminoacido ,anche se ancora i dati presenti in letteratura ,pur essendo interessanti ,non sono inequivocabilmente conclusivi.Soggetti affetti da insufficienza renale o in gravi condizioni cataboliche di origine traumatica o infettiva possono avere una notevole riduzione nella sintesi di arginina ,che in queste situazioni assume il ruolo di aminoacido condizionatamente essenziale,cosi come in soggetti molto giovani che possono mostrare un'insufficiente capacita' di sintesi.Considerati i ruoli metabolici l'arginina puo essere utilizzata a livello proenergetico come aminoacido glucogenetico.

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  • Carnitina

    CARNITINA

    E' un derivato aminoacidico praticamente ubiquitario in tutte le cellule dell' organismo umano.Dal punto di vista fisiologico ricopre il ruolo di trasportatore (carrier)degli acidi grassi a lunga catena,agevolandone l'ingresso a livello mitocondriale  dove ,successivamente al processo di beta-ossidazione ,possono essere utilizzati per la produzione di adenosina trifosfato (ATP).L'isomero funzionalmente attivo e' quello levogiro ;il destrogiro ,oltre a non avere alcuna attivita' biologica ttualmente identificata come utile ,ha il limite di competere per l'assorbimmento del levogiro.Nell'organismo le sedi maggiormente coinvolte nella sintesi sono quella epatica e quella renale.Lasintesi avviene apartire dagli aminoacidilisina e metionina per via enzimatica ,che richiede la presenza di cofattori quali:

    Niacina.

    Vitamina B6.

    Vitamina C.

    Ferro.

    La carnitina e' presente in carne e derivati e in pochissimi vegetali,tra cui avocado e alcuni prodotti ottenuti dalla fermentazione della soia.Alla luce dei dati presenti in letteratura l'integrazione di carnitina puo essere ritenuta utile in diverse situazioni,tra cui:

    Effetto cardio -protettivo (maggiore efficienza nella produzione energetica a partire da acidi grassi).

    Effetto neuro-protettivo (maggiore efficienza nella produzione energetica a partire da acidi grassi).

    Effetto antiossidante :generalmente indiretto;favorendo il consumo di acidi grassi si rendono disponibili minori livelli  di substrati alla perossidazione lipidica .

    Effetto ipolipemizzante(riscontrato non da tutti gli autori).

    Implementazione dell' impiego lipidico come fonte di energia(utile sia in applicazioni sportive che nel trattamento sovrappeso e dell'obesita';questa applicazione ,anche se teoricamente possibile,trova in letteratura evidenze piuttosto deboli).

    Trattamento dei deficit primari di carnitina.

    Trattamento dei deficit secondari di carnitina.

    L' organismo umano è in grado di di assorbire dal 60 al 75% circa della quota di carnitina normalmente introdotta mediante l' alimentazione,mentre per quanto riguarda l' integrazione alimentare la quota assorbita si limita a un valore compreso tra il 15 e il 20%,i motivi di questa differenza non sono chiari

  • Creatina

    Creatina

    E'una molecola azotata non proteica assimilabile a un tripeptide che l'organismo sintetizza prevalentemente a livello epatico e pancreatico a partire da :

    - Arginina

    - S-adenosil metionina

    - Glicina 

    La produzione giornaliera ammonta mediamente intorno ai 1000 mg/die, le possibilità di accumulo a 300 mg/kg circa di peso corporeo e avvengono per il 95% circa a livello del muscolo scheletrico,mentre quantitativi minori si rinvengono a livello celebrale e testicolare.

    Successivamente alla produzione endogena,la creatina viene immessa nel torrente ematico e captata a livello dei tessuti bersaglio grazie a specifici recettori sodio-cloruro-dipendenti :

    - CreaT1 : Prevalentemente attivo a livello del tessuto muscolare,implicato nella maggior parte del trasporto della creatina assunta mediante la supplementazione. 

    - CreaT2 : Prevalentemente attivo a livello testicolare.

    Generalmente buona parte della creatina esogena assunta mediante alimentazione o integrazione alimentare viene fosforilata a fosfocreatina,svolgendo il ruolo di riserva funzionale di fosfati rapidamente disponibile per la rigenerazione dell'adenosina trifosfato (ATP). La fosfocreatina viene utilizzata prevalentemente a livello del muscolo scheletrico durante i primi secondi di sollecitazione muscolare. Generalmente il metabolismo della creatina porta alla produzione del suo catabolita,la creatinina,che viene utilizzata tra l'altro come marker della funzionalità renale. Nell'arco di 24 ore l'organismo scinde in media una quota di creatina compresa tra l'1% e il 2% circa. Il pool muscolare è generalmente suddiviso in 2/3 di fosfocreatina e 1/3 di creatina libera. Oltre alla sintesi endogena,che richiede ovviamente adeguati livelli di aminoacidi precursori,è possibile introdurre nell'organismo anche creatina già sintetizzata,sia mediante l'alimentazione attraverso il consumo di carni e pesci in genere che mediante l'integrazione alimentare.

    L'effetto ergogenico della creatina è,come accennato,dovuta al suo ruolo di fornire i substrati per una rapidissima rigenerazione di ATP;

    Infatti,in corso di attività fisica,soprattutto se intensa,uno dei principali limiti correlati all'incapacità di mantenere costante il livello di sforzo è dovuto alla deplezione di fosfocreatina e di conseguenza all'impossibilità di rigenerare con sufficiente velocità molecole di ATP.

    Alcuni autori hanno inoltre proposto che un alto contenuto di creatina muscolare potrebbe anche fornire vantaggi relativi alle dinamiche di recupero. In virtù di queste caratteristiche,l'integrazione alimentare di creatina si è mostrata particolarmente utile per tutti gli sport che implicano prestazione anaerobiche; inoltre,consentendo di mantenere il livello di sforzo elevato per tempistiche maggiori,ha effetti positivi anche in riferimento al guadagno di massa magra,in quanto consente di fornire uno stimolo allenante più forte con relative dinamiche di recupero e supercompensazione di maggiore entità. 

    Esistono in merito centinaia di pubblicazioni scientifiche,di cui generalmente una buona parte (70%) attribuisce all'uso di creatina effetti positivi; è interessante notare che la restante parte degli studi non attribuisce alla supplementazione con creatina effetti significativi,mentre non esiste alcun dato che parli di effetti negativi sulla performance,a parte il possibile svantaggio dovuto all'aumento di peso in discipline ove esso possa essere considerato un fattore negativo. 

    Generalmente l'incremento prestativo nella sollecitazione anaerobica viene stimato tra l'1% e il 15% rispetto ai livelli basali,con diverso impatto relativamente al tipo di attività considerata :

    - Forza massimale : 5-15 %

    - Massima potenza erogabile : 5-15 %

    - Capacità di lavoro : 5-15 %

    - Sprint singolo : 1-5 %

    - Sprint ripetuti : 5-15 %

    Indirettamente sembra che la supplementazione di creatina possa avere effetti positivi anche sulla qualità di esecuzione dell'esercizio :

    Mantenendo per tempistiche superiori il massimo livello di sforzo è possibile prolungare anche una corretta esecuzione del gesto. Parlando invece di guadagni di massa muscolare,mediamente i dati riportano guadagni medi di 1-2 Kg per le prime 1-2 settimane di utilizzo, e di 2-4 Kg per le ulteriori 12 settimane. Nel considerare questi dati, oltre al guadagno in termini di massa muscolare,vanno considerati anche gli aumentati livelli di idratazione muscolare generalmente correlati a un aumento nei livelli di glicogeno tissutale.

    Dati sperimentali,infatti,indicano come la creatina fornisca un notevole contributo a incrementare l'accumulo di glicogeno muscolare,effetto particolarmente utile sia per quanto riguarda il supportare l'attività fisica che per quanto riguarda il favorire le dinamiche di recupero; rimane da puntualizzare che questo effetto è stato osservato in prevalenza durante assunzione con carico di creatina (illustrato di seguito). Numerosi lavori presenti in letteratura hanno chiarito come questo aumento di peso non sia correlato a una componente adiposa,inoltre alcuni autori suggeriscono che il favorire l'incremento di massa magra possa essere un fattore positivo per il consumo lipidico. Questi dati hanno portato diversi autori a ritenere che la creatina sia tra i supporti ergogenici attualmente a disposizione quello che presenta un maggiore margine di efficacia. Rimane,inoltre,da considerare come esista una certa individualità nella risposta di ogni soggetto alla supplementazione con creatina,tanto da permettere di indentificare individui definiti "responders" e altri definiti "non responders". Si ritiene che questo fenomeno sia in prevalenza correlato a diversi fenomeni :

    - Livelli di creatina basali : Soggetti con livelli bassi mostreranno guadagni maggiori,mentre soggetti che mostrano livelli elevati mostreranno guadagni minori.

    - Trasportatori : Soggetti non "responders" mostrano ridotti livelli di trasportatore CreaT1 .

    - Rapporto fibre muscolari : Una maggiore presenza di fibre muscolari di tipo glicolitico è correlato per le peculiari caratteristiche metaboliche a maggiori capacità di accumulo di creatina.

    - Sezione trasversa del muscolo : Una maggiore sezione trasversa è correlata a una maggiore capacità di stoccaggio.

    - Composizione corporea : Un rapporto massa grassa / massa magra sbilanciato verso la componente magra comporta maggiori capacità di accumulo.

    Rimane controversa sotto alcuni aspetti l'efficacia nei soggetti di sesso femminile : alcuni autori la riportano,altri sottolineano l'assenza di risultati,mentre altri ancora testimoniano miglioramenti della performance ma non in termini di guadagno di massa corporea; a oggi non è ancora stata raggiunta una posizione univoca al riguardo. 

  • Glutammina

    La Glutammina

    La glutammina è un aminoacido non essenziale già discusso nel relativo paragrafo dedicato a tutti gli aminoacidi.

    L'organismo umano è mediamente in grado di sintetizzare da 20 a 80 g/die relativamente alle specifiche necessità, per cui in linea teorica la sua assunzione non dovrebbe essere necessaria,ma è stato comunque evidenziato come l'utilizzo di questo aminoacido sia così importante a livello cellulare da superare complessivamente le normali capacità di sintesi,fatto evidente sopratutto in caso di stress metabolico,come l'attività fisica o in caso di patologia.

    Sono stati proposti nel corso degli anni diversi effetti correlati alla glutammina,anche se pochi di questi sono stati confermati e,come accennato,solo in particolari condizioni :

    -Aumento della sintesi proteica/effetto anticatabolico 

    -Riduzioni delle infezioni

    -Riduzione dei dolori muscolari a insorgenza tardiva

    -Aumento dei livelli di ormone somatotropo (GH)

    -Modificazione della composizione corporea 

    -Modulazione del PH ematico

    -Resintesi di glicogeno

    Esistono anche alcune criticità riportate da diversi autori relativamente alla supplementazione con glutamina che meritano di essere considerate; Qual:

    -Competizione nell'assorbimento con altri aminoacidi

    -Alterazione dei processi metabolici correlati ai composti azotati

    Non esistono,inoltre,dati che considerino eventuali effetti relativamente alla crescita tumorale.

    Una notevole criticità relativa alla glutamina è quella relativa alla biodisponibilità,in quanto per assunzione orale non risulta affatto semplice raggiungere le concentrazioni ematiche studiate come efficaci. La prima problematica da superare è quella relativa alla capacità della glutammina di essere utilizzata come substrato energetico da un gran numero di popolazioni cellulari,per cui non è automatico che arrivi "a destinazione" senza essere prima metabolizzata da altre cellule. A conferma di ciò alcuni autori riportano come mediamente il 65-75 % della glutammina ingerita sia utilizzata in ambito enterico. Questo problema potrebbe essere parzialmente risolto mediante l'utilizzo di alti dosaggi,anche se in questo caso occorre considerare che il surplus ingerito viene spesso utilizzato a livello renale. Un'ulteriore proposta applicativa potrebbe essere quella di pianificare un'assunzione frazionata durante la giornata,per esempio dosi di 200 mg non sembrano attivare la captazione renale ; il problema in questo caso è correlato alla compliance dell'utilizzatore. Alcuni autori riportano come un'assunzione di 300 mg/kg di massa corporea dopo un allenamento con sovraccarichi non sia correlata a effetti collaterali degni di nota,nonostante ciò,per assunzioni croniche o a dosaggi elevati o in gestanti,nutrici e soggetti pediatrici è opportuno il consulto del medico. 

  • BetaAlanina

    Beta-Alanina

    La B-Alanina è un aminoacido naturalmente presente come componente di diverse proteine nel muscolo scheletrico di alcuni animali,sia marini che terrestri (uomo incluso),che si differenzia dall'alanina per la posizione del gruppo amminico. Generalmente mediante l'alimentazione non risulta facile assumere livelli consistenti di B-Alanina,il cui approvvigionamento avviene principalmente o mediante la sintesi endogena a partire dai nucleotidi o mediante l'integrazione alimentare.

    Nell'organismo umano ricopre un ruolo di rilievo (insieme all'istidina) come componente essenziale della carnosina,una proteina che esercita un importante ruolo tampone prevalentemente a livello del muscolo scheletrico. A livello muscolare la carnosina può essere implementata andando a colmare un vero e proprio pool. L'importanza dell B-Alanina si manifesta in quanto costituisce l'aminoacido limitante per la sintesi di carnosina,quindi la sua assunzione può contribuire a mantenere elevati livelli muscolari.

    In queste condizioni,la produzione di acido lattico che si dissocia a lattato e H+ è in grado di alterare ( per l'azione degli enzimi H+) il p H tissutale,compromettendo l'efficienza di numerose reazioni biochimiche (enzimatiche e non),come quelle alla base del processo di contrazione muscolare,con il risultato di compromettere notevolmente le capacità funzionali del soggetto. La supplementazione di B-Alanina viene quindi effettuata con la finalità di implementare il pool di carnosina ritardando l'insorgenza dell'acidosi lattica e prolungando,quindi,la funzionalità muscolare,effetto che si traduce nella possibilità di eseguire un numero maggiore di serie e/o ripetizioni o comunque di mantenere una tempistica di lavoro maggiore. Dal punto di vista fisiologico questo meccanismo è presente sia a livello delle fibre glicolitiche che a livello di quelle ossidative,anche se dal punto di vista quantitativo il ruolo più importante viene esercitato a livello delle fibre glicolitiche. Evidenze presenti il letteratura dimostrano come l'integrazione di B-Alanina per 4 settimane possa aumentare la concentrazione muscolare di carnosina di una quota compresa tra il 40 e il 60%,mentre protraendo l'integrazione per 10-12 settimane l'aumento della concentrazione può raggiungere l'80% circa. La cosa notevole è che i suddetti effetti sono stati riscontrati sia a livello di fibre glicolitiche che ossidative. Il prolungamento della capacità di lavoro muscolare non si rivela utile esclusivamente dal punto di vista funzionale,ma anche nel favorire i fenomeni anabolici,in quanto rende possibile fornire uno stimolo allenante di entità superiore in grado di evocare fenomeni di recupero e supercompensazione  più elevati. Gli effetti protettivi che la supplementazione di B-Alanina,aumentando i livelli di carnosina,è in grado di esercitare si manifestano anche a livello di tessuti caratterizzati da specie cellulari particolarmente sensibili a variazioni dall'ambiente interno,come ad esempio il tessuto nervoso.

    I dosaggi generalmente studiati vanno dai 4000 ai 6000 mg/die , assunti per periodi di 4-12 settimane. Generalmente è possibile riscontrare benefici sia in acuto che in cronico :

    - Effetto acuto : Vasodilatazione e incremento del pompaggio muscolare a causa del ruolo della carnosina come precursore dell'enzima ossido nitrico sintasi.

    - Effetto cronico : Inizia a manifestarsi generalmente dopo 2 settimane ( in alcuni soggetti anche 1 settimana) e assume un ruolo rilevante sulla capacità di lavoro mediante dopo 3-4 settimane. A 12 settimane sono stati riscrontrati ancora benefici,quindi questa finestra temporale dovrebbe rappresentare la tempistica ideale per sfruttare appieno la supplementazione di B-Alanina.

    L'assunzione di B-Alanina è stata studiata in sinergia sia con la carnosina che con la creatina. Dati presenti in letteratura riportano come l'assunzione con carnosina sembri migliorare le dinamiche temporali relative agli effetti,mentre per quanto riguarda l'assunzione con creatina sembra che i diversi meccanismi d'azione possano avere ruoli complementari nell'implementare le prestazioni. Questa associazione è stata ritenuta da alcuni autori in grado di influire positivamente sul guadagno di massa magra rispetto all'assunzione della sola creatina. 

    In alcuni soggetti l'uso di B-Alanina è correlato a parestesie (spiacevole sensazione di prurito o formicolio) in particolare a livello del volto,sensazione che,pur essendo di per sè innocua,non viene sempre ben tollerata. Di solito questo fenomeno può essere ridotto/evitato assumendo B-Alanina contestualmente a un pasto che contenga carboidrati  e generalmente tende a risolversi non appena si inizia l'attività fisica. Il discomfort correlato alla parestesia può essere aumentato dalla contestuale assunzione di B-Alanina e caffeina,pratica sconsigliata ai soggetti sensibili a questa tipologia di manifestazioni. A parte questa problematica,l'utilizzo di B-Alanina è generalmente ritenuto sicuro.

  • HMB

    HMB

    L'HMB, acronimo di acido-beta-idrossi-beta-metil-butirrico, dal punto di vista biologo è un metabolita della leucina naturalmente presente in piccole quantità in alcuni alimenti di origine suina,in alcuni frutti come il pompelmo,in alcuni prodotti ittici e in alcuni vegetali come per esempio l'erba medica. A livello cellulare le reazioni che comportano la pruduzione di HMB a partire dalla leucina implicano la transamminazione di a-chetoisocaproato (KIC),molecola che potrà prendere due diversi destini metabolici :

    -  Deidrogenazione prevalentemente in ambiente mitocondriale a isovaleril-CoA (95% circa del KIC)

    - Deossigenazione prevalentemente in ambiente citosolico a HMB (5% circa del KIC)

    Da questo è possibile comprendere come la produzione di HMB a partire dalla leucina abbia una resa piuttosto bassa,in base a queste stime per la produzione di 3000 mg sono necessari almeno 6000 mg di leucina. 

    Nel modello animale gli studi realizzati mostrano risultati significativi nelle seguenti applicazioni :

    - Stimolo dell'ipertrofia mediante un meccanismo mTor mediato.

    - Riduzione del catabolismo proteico sia in modelli sperimentali di malnutrizione che di patologia.

    - Incremento dell'attività ormonale dell'asse GH/IGF-I con correlata iperinsulinemia (questi effetti sembrano correlati solamente all'utilizzo in cronico).

    Generalmente il razionale proposto per l'utilizzo dell'HMB nell'uomo è correlato alle sue potenzialità ergogeniche,che in pratica sembrano tradursi in :

    - Incremento dell'anabolismo muscolare (con relativo aumento della massa e della forza).

    - Riduzione dei fenomeni catabolici.

    - Riduzione dei DOMS.

    - Riduzione della massa magra.

    In particolare,sono stati evidenziati risultati interessanti in soggetti poco allenati e in soggetti geriatrici,anche se i meccanismi d'azione direttamente e indirettamente implicati non sono ancora stati completamente chiariti.

    Le dosi proposte in letteratura generalmente vanno da 1000 a 3000 mg/die (oppure 12,5 mg/kg di peso corporeo) generalmente suddivisi in 2-3 somministrazioni,quantitativi sicuramente significativi dato che la produzione di HMB mediante stimata nell'uomo va da 200 a 400 mg c.a. Risultati potenzialmente interessanti sono stati ottenuti anche in ambito clinico,dove sembra che l'utilizzo di HMB abbia favorito :

    - Un maggiore controllo della frazione LDL delle lipoproteine ;

    - Un maggiore controllo dei livelli pressori ;

    - Un effetto positivo sull'efficienza del sistema immunitario ;

    Ovviamente gli effetti ergogenici potrebbero essere potenzialmente utili anche in soggetti cachettici o per favorire la guarigione di ferite.

    L'utilizzo di HMB viene generalmente ritenuto sicuro in quanto dosaggi anche molto alti non hanno evidenziato nel modello animale effetti degni di nota,anche se occorre precisare che dosaggi superiori a 3000 mg si sono dimostrati scarsamente utili.

    Vista l'assenza di dati relativi al consumo per periodi prolungati,è consigliabile prudenza (e possibilmente il consiglio medico) in soggetti particolarmente delicati come gestanti,nutrici e soggetti pediatrici. A oggi non sono note particolari interazioni.

  • Taurina

    Taurina

    Conosciuta anche come acido 2-amminoetanosolfonico, la taurina è un composto azotato che partecipa alle funzioni metaboliche di diversi animali e alcune specie batteriche. La sintesi di taurina avviene a livello epatico a partire dalla cisteina. 

    Pur essendo presente a livello di alcuni piccoli pepditi, non sono state ancora identificate strutture in grado di includerla nei processi sintetici, per cui si ritiene che in questi contesti la sua presenza sia dovuta a modifiche post-traduzionali.

    Esistono alcuni ruoli metabolici attribuiti alla taurina , tra cui :

    -Effetti principali (dal punto di vista quantitativo) 

    -Effetti secondari ( dal punto di vista quantitativo) :

    -Implementazione delle funzioni dell'ippocampo e del nucleo striato.

    -Stabilizzazione di membrana.

    -Regolazione dell'attività dei monociti/macrofagi.

    -Omeostasi del calcio.

    -Metabolismo epatico.

    -Antiossidante.

    -Antagonista indiretto del GABA per inibizione.

    -Presunta azione di sensibilizzazione al glucosio con meccanismo insulino-simile,probabilmente alla base della sua capacità di agire come osmolita e quindi volumizzante cellulare; secondo alcuni autori in virtù di questo effetto la taurina potrebbe anche favorire la forza e i fenomeni di crescita muscolare.

    -Azione ipotensivizzante.

    -Presunta azione prolipolitica.

    Stabilizzazione della temperatura corporea.

    -Effetto anticatabolico (si ritiene correlato a diminuzione di 3-metili-stidina o 3-MH).

    Alcuni autori hanno riscontrato,a parità di concentrazione ematica,una riduzione dei livelli muscolari di taurina in seguito all'esercizio muscolare,in particolare a livello delle fibre a metabolismo glicolitico,fattore che suggerisce un potenziale ruolo della taurina nelle difese antiossidanti delle fibrocellule muscolari. Alcuni dati suggeriscono infatti come la supplementazione di taurina possa esercitare ruoli protettivi a livello delle fibrocellule muscolari in seguito a sollecitruazione,riducendo il danno strutturale correlato. Questo effetto può tradursi in una riduzione del DOMS,in particolare se somministrata contestualmente ad aminoacidi ramificati. Dato che gli effetti ergogenici sono molto probabilmente da attribuire a un meccanismo multifattoriale dove spicca la capacità di agire come come antagonista indiretto del GABA,la taurina può migliorare la sua performance se assunta contestualmente a una molecola dagli effetti eccitanti,come ad esempio la caffeina. E' preferibile soprattutto se assunta contestualmene a Energy drink,non accedere le dosi consigliate,sia per la sua stessa presenza,che per quella di molecole dall'effetto sinergico. 

    Prudenza è da manifestare da parte dei gestanti,nutrici e soggetti pediatrici prima dell'utilizzo,per cui si suggerisce di avvalersi del parere del medico curante. 

  • Acido Alfa Lipoico

    Acido Lipoico

    L'acido a lipoico,comunemente chiamato semplicemente acido lipoico,conosciuto anche come acido tiottico,o ALA (denominato da alcuni autori vitamina N), è una piccola molecola costituita da uno scheletro carbonioso di 8 atomi su cui trovano collocazione il gruppo carbossilico che ne caratterizza la componente acida e due gruppi sulfidrilici. Può essere presente in natura sia in forma ossidata che ridotta,forme generalmente molto iterconvertibili tra loro.

    Il suo ruolo biologico è estremamente importante in relazione a tutta una serie di meccanismi antiossidanti, tra cui  :

    -

  • Prodotti per...

    Prodotti per Articolazioni

  • Ornitina OKG

    Ornitina OKG

    L'ornitina a-chetoglutarato (OKG) è una molecola che implica la complessazione di 1 molecola di a-chetoglutarato e 2 di ornitina; come per l'AKG,anche in questo caso è possibile associare la potenzialità ergogenico-metaboliche (illustrate parlando di AKG,appunto) dell'a-chetoglutarato a quelle dell'ornitina. In qualità di aminoacido presente nel cilco dell'urea,l'ornitina è alla base di due effetti estremamente interessanti dal punto di vista fisiologico :

    - Produzione endogena di arginina.

    - Smaltimento dei cataboliti azotati (sottoforma di ammoniaca).

    Sulla falsariga di prodotti a base di arginina,anche l'utilizzo di OKG viene proposto con diversi obiettivi,tra cui :

    - Favorire l'anabolismo.

    - Ridurre il catabolismo.

    - Sostenere e stimolare l'attività del sistema immunitario.

    - Favorire le dinamiche di recupero.

    Evidenze in letteratura riportano come l'OKG si sia dimostrato particolarmente utile soprattutto in campo clinico favorendo le dinamiche di recupero di alcuni soggetti, tra cui :

    - Malnutriti.

    - Ustionati.

    - Degenti post chirurgici.

    Con queste finalità sono stati impiegati dosaggi tra i 1000 e i 12500 mg/die , suddivisi in 2-3 somministrazioni quotidiane,sia orlamente che endovena,a seconda degli studi. Anche se ancora i meccanismi d'azione implicati non sono completamente noti,si ritiene che questi effetti possono essere correlati all'azione dell'OKG su ormoni anabolici (anche se non è chiaro se direttamente o indirettamente favorendo la produzione di arginina) e sul metabolismo animoacidico. Gli effetti a livello di immunostimolazione sono stati indagati soprattutto nel modello animale,dove i risultati sono piuttosto interessanti. Generalmente con la finalità di favorire la performance vengono utilizzati dosaggi compresi tra 2000 e 1000 mg/die , anche se per queste applicazioni non sono stati confermati gli stessi effetti ottenuti nelle applicazioni cliniche. A questi dosaggi l'OKG si è dimostrato praticamente privo di effetti collaterali,l'unico effetto da segnalare è in alcuni soggetti l'aumento di appetito (probabilmente per il coinvolgimento del matabolismo insulinico).

    Gli effetti positivi appena illustrati non sono stati ottenuti in studi comparativi contro ornitina o a-chetoglutarato somministrati singolarmente. Mediante l'alimentazione non è possibile assumere l'OKG e l'integrazione di un prodotto di sintesi è a oggi l'unica via praticabile.

  • Lisina
  • Formula Pre Allenamento

    Formula Pre Allenamento

  • Zma

    ZMA

    Lo zinco monometionina-aspartato e magnesio aspartato (ZMA) è un formulato ottenuto da una particolare combinazione di componenti indicativamente nelle seguenti proporizioni :

    - Zinco : 20-30 mg c.a.

    - Magnesio : 400-500 mg c.a.

    - Vitamina B6 : 10 mg c.a.

    Il razionale utilizzo è quello di stimolare la produzione endogena di testosterone e IGF-1. 

    L'assunzione viene generalmente suggerita a stomaco vuoto prima di coricarsi (fattore potenzialmente positivo per lo stimolo della secrezione di GH) e in assenza di calcio (in grado di competere con l'assimilazione dello zinco e del magnesio).

    Uno studio di OTTO settimane effettuato da atleti di sport "stop and go" (football) correla all'utilizzo di ZMA l'aumento di testosterone libero e IGF-1,tradotti in aumento di massa e forza muscolare. Studi effettuati posteriormente su atleti sottoposti ad allenamento di resistenza non evidenziano nessun tipo di risultato ne'a livello di testosterone ne'a livello di IGF-1,ne' tantomeno a livello della capacità di lavoro. L'unica cosa riscontrabile in alcuni oggetti pare essere una diminuzione nel catabolismo muscolare. I dati presenti in letteratura,quindi,oltre a essere limitati,sono discordanti,ulteriori studi sono quindi necessari per stabilirne le reali potenzialità.

  • Citrullina malato

    La citrullina combinata con l’acido malico forma la citrullina malato. L’aminoacido citrullina si trova nell’anguria (Citrullus Lanatus), mentre l’acido malico è un acido organico che è presente abbondantemente nella natura (p. es nei frutti). Tante proteine contengono citrullina e tutti e due gli ingredienti sono intermedi chiave nei cicli metabolici.
    L’integrazione con citrullina malato è popolare tra gli atleti e culturisti che si allenano duro.

  • AKG Arginina...

    AKG Arginina Alfachetoglutarato 

    AKG è l'acronimo che identifica il complesso tra a-chetolgutarato e 2 unità di arginina. Oltre a quanto precedentemente detto riguardo all'arginina,va considerato il ruolo dell'a-chetoglutarato,molecola estremamente significativa dal punto di vista fisiologico in quanto punto di convergenza di numerose reazioni anaboliche e cataboliche; infatti,rientra in numerosi processi, tra cui :

    - Ciclo degli acidi tricarbossilici (ciclo dell'acido citrico e ciclo di Krebes)

    - Gluconeogenesi 

    - Sintesi di alcuni aminoacidi tra cui glutammato,prolina,arginina ecc ........

    Per quanto riguarda gli effetti a livello di vasodilatazione e sintesi di GH, gli effetti sembrano essere analoghi (secondo alcuni autori inferiori) a quelli derivanti dalla somministrazione di sola arginina.

    Effetti significativi sono invece stati riscontrati dal punto di vista delle dinamiche energetiche,sembra infatti che la somministrazione di AKG possa avere un ruolo nel sostegno della performance dovuto al ritardo nell'incremento del metabolismo aerobico,traducibile in una maggiore resistenza all'esercizio fisico. I dosaggi studiati per quest'ultima applicazione vanno dai 2000 ai 1200 mg suddivisi in 2-3 somministrazioni,anche in questo caso non esenti da potenziali disturbi gastrointestinali. Questa applicazione può essere secondo alcuni autori ulteriormente ottimizzata associando l'integrazione di AKG a quella di creatina. 

    Mentre a cagione degli effetti insulinogenici (analoghi a quelli dell'arginina) altri ruoli ritengono che sia possibile ridurre i fenomeni catabolici ed enfatizzare quelli anabolici,soprattutto in seguito a esercizio intenso,associando AKG a BCAA in rapporto 0,25/1.

    Anche per la sicurezza valgono le indicazioni fornite per l'arginina : 

    l'utilizzo offre generalmente un buon profilo di sicurezza,in quanto un'assunzione di alti dosaggi , come precedentemente illustrato,è di solito collegata a sintomatologie gastrointestinali (correlate all'ipermia delle mucose) in grado di limitarne l'assorbimento. 

    Prudenza e il consiglio di un medico vanno utilizzati in caso di gravidanza e allattamento a causa dei pochi dati presenti in merito relativamente a sicurezza ed efficacia.

  • Coenzima Q10

    Coenzima Q10

    Il Coenzima Q10,conosciuto anche come ubichinone o vitamina Q, è una molecola ubiquitaria nelle cellule eucariote appartenente alla famiglia dei benzochinoni,caratterizzata da una catena leterale isoprenica di notevoli dimensioni che la rendono estremamente lipofila.

    Il ruolo esercitato dal Q10 è particolarmente rilevante a livello mitocondriale e a livello delle membrane,dove viene coinvolto in reazioni ossidoriduttive ; è possibile, infatti , rinvenirlo in diverse forme :

    - Ossidata (ubichinone).

    - Intermedia (ubisemichinone o QH).

    - Ridotta (ubichinolo o QH2).

    A livello delle membrane è possibile riscontrarlo in diversi organuli cellulari , quali :

    - Reticolo endoplasmatico.

    - Perossisomi.

    - Lisosomi.

    - Vescicole.

    - Membrana mitocondriale (deputato al trasporto di elettroni).

    In particolare, a livello mitocondriale rappresenta una componente essenziale dei processi implicati nella produzione di energia proprio delle vie aerobiche ( a cui si deve la produzione di oltre il 95 % dell'energia utilizzata ). In natura esistono diverse tipologie di coenzimi Q10 ( la discriminazione viene effettuata in relazione alla caratteristiche delle relative unità isopreniche ). In caso di compromissione dell'integrità mitocondrile con fuoriuscita del coenzima Q10 si ha l'innesco del processo noto come apoptosi, o "morte cellulare programmata", a cui partecipa come componente del principale complesso implicato noto come apoptosoma.

    Il Q10 è stato proposto nell'integrazione alimentare a cagione delle sue capacità nel trasferimento di elettroni e perchè agisce in qualità di antiossidante, trovando numerose applicazioni , tra cui :

    - Coadiuvante al trattamento di disfunzioni cardiache di diversa eziologia :

    Infarto miocardico,danno da riperfusione,patologie ischemiche ; in particolare,la contestuale somministrazione di coenzima Q10 e la riduzione della temperatura corporea tra i 32 e i 34° C sono correlati a un aumento della probabilità di sopravvivenza.

    - Coadiuvante nel trattamento di deficit neurologici di diversa eziologia :

    Deficit cognitivi,malattia di Parkinson,ischemie cerebrali,danno da riperfusione.

    - Coadiuvante nel trattamento di miopatie : In particolare correlate all'utilizzo di statine.

    - Coadiuvante nel trattamento dell'infertilità maschile.

    Alcuni autori ritengono che incrementando l'efficienza della catena di trasporto degli elettroni mediante l'integrazione di Q10 sia possibile aumentare l'efficienza delle funzioni correlate al metabolismo aerobico. L'azione delle statine relativa alla riduzione nella produzione di enzima Q10 pare sia legata alla sua capacità di ridurre la sintesi di acido mevalonico,principale precursore della molecola. Le statine,in particolare,possono essere correlate a riduzioni che possono ammontare fino al 40% della quota di Q10 generalmente presente. In questi casi (così come in caso di assunzione di qualsiasi farmaco che ne possa limitare la sintesi) il supplemento di coenzima Q10 si mostra potenzialmente molto interessante,con un rapporto rischi/benefici decisamente sbilanciato verso i benefici. 

    Un forte limite dell'assunzione di supplementi di Q10 è legato alla sua natura chimica estremamente lipofila,in grado di limitarne fortemente l'assorbimento di attraversare il film idrico che riveste l'epitelio intestinale; questo limite può potenzialmente essere superato grazie alla tecnica farmaceutica che mediante la nanoincapsulazione permette la conservazione e la somministrazione di emulsioni acqua-olio a base di Q10. Le evidenze cliniche riguardano generalmente dosaggi di almeno 100-250 mg/die, al di sotto dei quali non sono stati evidenziati benefici di sorta.

  • Fosfatildiserina

    Fosfatildiserina

    E' un fosfolipide naturalmente presente nelle membrane biologiche di un gran numero di organismi animali,vegetali,fungini,batterici ecc.

    E' costituita da una struttura di glicerofosfato legata a 2 molecole di acidi grassi e all'aminoacido serina nella sua forma lavogira. Generalmente la sua estrazione può avvenire sia da fonti vegetali che animali,ottenendo molecole con caratteristiche strutturali diverse :

    - Estrazione da fonte vegetale : Viene utilizzata in prevalenza la lecitina di soia,che ne contiene 5900 mg/100 g. La fosfatildiserina così ottenuta contiene soprattutto acidi grassi polinsaturi.

    - Estrazione da fonte animale :  Viene utilizzato in prevalenza il cervello bovino ( prima fonte dove la molecola fu identificata) , che ne contiene 730mg/100mg .

    La fosfatildiserina così ottenuta contiene soprattutto acidi grassi saturi e monoinsaturi.

    Altre fonti con un discreto contenuto possono essere alcuni pesci azzurri e le frattaglie di diverse specie avicole. 

    A cagione della sua forte rappresentazione a livello delle membrane biologiche è stato possibile chiarire come la fosfatildiserina ricopra un ruolo molto importante nella trasduzione del segnale a livello cellulare; anche se i meccanismi implicati non sono ancora stati del tutto chiariti,un interessante indizio relativamente a uno dei principali meccanismi d'azione è stato dato dalla comprensione dell'interazione della fosfatildiserina con la proteina chinasi C,di cui sembra ristabilire e riequilibrare l'attività nel modello animale.

    Una delle principali applicazioni della fosfatildiserina è quella relativa alla sua attività come caoudiuvante nel trattamento dei deficit cognitivi; in seguito alla sua somministrazione,infatti,sono stati riportati diversi effetti interessanti, tra cui :

    - Stimolazione del ricambio di catecolamine a livello celebrale.

    - Aumento del rilascio di acetilcolina a livello corticale.

    - Aumento nella produzione di neurotrasmettitori a livello del sistema nervoso centrale.

    - Aumento nella trasduzione dei segnali a livello del sistema nervoso centrale.

    - Preservazione delle spine dendritiche a livello ippocampale.

    Questi effetti si sono tradotti in progressi negli score di valutazione considerati in soggetti con alterazioni cognitive di varia eziologia e in interessanti miglioramenti in soggetti pediatrici iperattivi con deficit dell'attenzione. Risultati potenzialmente interessanti sono stati ottenuti anche in ambito sportivo nell'implementazione della performance mediante :

    - Modulazione della risposta ormonale correlata allo stress da esercizio (prevalentemente mediante la modulazione del rilascio di cortisolo).

    - Modulazione del danno muscolare.

    Alcuni autori ritengono che la modulazione nella cortisolemia potrebbe avere un ruolo importante anche nel trattamento dell'obesità e della sindrome metabolica sinergicamente a un'azione sulla 11-B-sterodio-deidrogenasi ottenuta con altri presidi.

    I dosaggi generalmente studiati sono compresi tra i 400 e gli 800 mg/die ( anche se alcuni autori hanno proposto d osaggi notevolmente più alti per le applicazioni sportive). Secondo le indicazioni della FDA del 2002 l'utilizzo di Fosfatildiserina estratta da soia alla dose di 200 mg assunti 3 volte al giorno può essere ritenuto sicuro. Dato che si stima che con  la comune dieta occidentale si assumano mediamente 130 mg di Fosfatildiserina; l'integrazione alimentare diventa necessaria al fine delle applicazioni appena descritte. L'uso di Fosfatildiserina è controindicato in soggetti con ipersensibilità accertata,mentre per altri soggetti viene normalmente ritenuto sicuro;

    Infatti ,la DL50 nel modello animale è compresa tra 2000 e 5000 mg / kg di peso corporeo,dosi lontanissime da quelle proposte per il consumo umano. Occasionalmente il sovradosaggio è stato correlato a lievi sintomi gastrointestinali quali nausea e cattiva digestione. Vista la limitata entità dei dati disponibili,sarebbe opportuno che l'utilizzo da parte di gestanti,nutrici e soggetti pediatrici avvenisse sotto controllo medico.

  • Aminoacidi Essenziali

    Aminoacidi Essenziali

  • Leucine

    Leucine

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AMINOACIDI ESSENZIALI-AMINOACIDI RAMIFICATI

Ci sono diversi tipi Aminoacidi.Partiamo da un punto che la proteina è formata da tanti aminoacidi :

Viene definita essenziali ogni sostanza che l'organismo umano non è in grado di produrre a partire da precursori .

Anche nel caso degli aminoacidi, percio',ponendo il suffisso essenziali si identifica una categoria di molecole che deve essere introdotta attraverso l' alimentazione.

Per comprendere le potenzialita' insite in miscele che contengono in adeguati quantitativi tutti i principali aminoacidi essenziali è importante ricordare il concetto di aminoacido limitante, ovvero quell'aminoacido la cui carenza puo' interrompere la sintesi di una determinata proteina , o la cui assenza è in grado di minare l'equilibrio della molecola neosintetizzata.

L'assunzione di un adeguato quantitativo corporeo di aminoacidi essenziali,rappresenta,una notevole criticita' onde garantire un'efficiente sintesi proteica.

Esistono diverse tecnologie utilizzate nella produzione di aminoacidi tra cui :

Idrolisi con solvente:

Possono essere utilizzati solventi alcalini che forniscono generalmente aminoacidi,oppure solventi acidi che conducono alla perdita di una parte della carica aminoacidica producendo ammoniaca e sodio.

Idrolisi enzimatica:

Si utilizzano enzimi idrolitici che operano una sorta di digestione frammentando le proteine di origine aminoacidi liberi e piccole catene peptidiche .Con questa metodica e' possibile ottenere L-aminoacidi e peptidi in diverse concentrazioni.

Fermentazione biologica:

Questa metodica prevede l'utilizzo di specifici microorganismi che a partire da svariati precursori sono in grado di ottenere specifici aminoacidi.In questa maniera e' possibile produrre buoni quantitativi degli aminoacidi desiderati e miscelarli fino all'ottenimento delle proporzioni desiderate.

Relativamente alle diverse metodiche di lavorazione utilizzate e' possibile ottenere prodotti con un diverso grado di purezza suddivisi sulla base delle relative caratteristiche:

1 grado:

Miscele molto  grezze costituite in prevalanza da aminoacidi in formaD,nelle quali si rinviene una notevole contaminazione batterica .

Vengono solitamente utilizzate in veterinaria o per applicazioni agricole.

2 grado:

Miscele maggiormente raffinate rispetto alle precedenti ,dove si rivengono in quantitativi sovrapponibi aminoacidi in forma D e in formaL.Vengono solitamente utilizzate per la realizzazione di prodotti per uso topico e cosmetico.

3grado:

Aminoacidi in forma L (quella utilizzata dall'organismo umano). Il 3 grado viene anche definito'grado farmaceutico?Vengono utilizzati nella preparazioni di specialita'nutraceutiche,farmaceuticheo integrative.

4grado:

Miscele nella massima purezza disponibile.Vengono utilizzate solitamente per la preparazione di formulazioni iniettabili.

Le caratteristiche peculiari relative all' assunzione di aminoacidi in forma libera sono principalmente da individuare nella rapidisssima assimilazione e biodisponibilita',infatti non necessitando di processi digestivi possono essere direttamente assorbiti e e immessi nel torrente ematico .Per questo le principali applicazioni sono quelle relative alla fornitura di unrapido stimolo anabolico e al favorimendo di processi di recupero sopratutto nelle fasi di recupero .

Aminoacidi Ramificati

Rientrano nella categoria degli Aminoacidi Ramificati (chiamati anche BCAA) la valina , la leucina e l'isoleucina.

Dal punto di vista quantitativo questi aminoacidi rappresentano le molecole maggiormente presenti a livello del muscolo scheletrico,dove vengono utilizzati sia con finalità eutrofica sia con finalità energetica.

Per quanto riguarda l'analisi dei processi di lavorazione e le categorie di purezza è possibile fare riferimento a quanto detto nel precedente paragrafo,in quanto di fatto i processi non cambiano.

Generalmente le formulazioni classiche in commercio prevedono un rapporto 2:1: tra leucina,isoleucina,e valina con rapporti tipo 4:1:1 con la finalità di enfatizzare la componente anabolica dovuta alla leucina (aminoacidi che,come precedentemente illustrato,agisce sia in maniera diretta che in maniera indiretta su mTor,il crocevia biochimico dell'anabolismo).

Numerosi dati presenti in letteratura riportano come non ci sia un razionale che permetta di proporre l'utilizzo di aminoacidi ramificati con la finalità di aumentare la performance (sia di endurance che intermittente o ad alta intensità) ma,al contrario,con quella di fornire il massimo supporto nei processi di recupero e nel modulare la percezione della fatica con meccanismi in grado di agire anche a livello del sistema nervoso centrale (per esempio intervenendo nella modulazione della serotonina).

Per quanto rigurada i processi di recupero,è stato evidenziato come gli aminoacidi ramificati (bcaa) siano in grado di implementare il metabolismo proteico sia in corso che dopo l'esercizio,intervenendo nella regolazione della sintesi proteica,in particolare grazie al contributo della leucina.

I dosaggi solitamente studiati in letteratura scientifica sono differenti a seconda della tipologia di attività fisica svolta.

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